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IL TEST DELL’ALBERO: l’arma dello psicologo, fai da te. – Sh@re

IL TEST DELL’ALBERO: l’arma dello psicologo, fai da te.

“Davanti ad un disegno di un albero è possibile ricavarne un’impressione che può essere d’armonia, inquietudine, carenza, d’abbondanza o un impressione di ostilità” scriveva Karl Koch (1959), autore del famoso: “Il test dell’albero” pubblicato nel 1949.
Stiamo parlando di una delle pratiche più utilizzate in ambito psicologico, di quelle che attirano i curiosoni come se fosse magia allo stato puro. Parliamo della bacchetta magica di ogni “strizzacervelli”, con la differenza che, sfatando un mito secolare, lo psicologo non ha né cicatrice a saetta, né occhiali rotondi, non è un mago, ma è sicuramente in grado di aiutarci a capire le nostre inquietudini.
Il sogno perciò seppur complicato da analizzare, non è frutto di una mente malata e contorta, ma è frutto di un lavoro mentale intenso, di una giornata stressante e di un io che non ce la fa più ed ha bisogno di sfogare un po’ le proprie preoccupazioni.
Così prendono vita i sogni, attività sportive e artistiche, esistono passioni quali poesia e il teatro, e in veste più piccola: il disegno comune.
Una casa, una persona, un bambino, un paesaggio o un solo albero giocano un grande rilievo nella psicologia infantile, utili per percepire le emozioni e il benessere dei cuccioli d’uomo e, molto probabilmente, anche tra chi bambino non lo è più.
Il test, definito “proiettivo”, pare appunto fungere da specchio nei confronti dei sentimenti inconsci dell’autore, mettendo a nudo i propri pensieri proibiti e spesso traumatici.
“La prego, disegni un albero da frutto, può utilizzare tutto il foglio”, inizierebbe così l’invito ufficiale alla lettura dell’inconscio, ed in base alla posizione del foglio, la forma della chioma, l’imposizione del tronco e l’esistenza delle radici ne conseguirà un profilo preciso e tecnico.
È ovviamente sconsigliata l’auto-analisi della persona, dato che nella maggior parte dei casi è facile attribuirsi genialità che non si posseggono o al contrario scoprirsi totalmente fragili e inutili. Come è ancor più sconsigliato, nella maggior parte dei casi, l’analisi dei propri bambini, poiché, per un meccanismo profetico, potremmo attribuire, a quelle povere creature, lineamenti di personalità che probabilmente non hanno, un classico errore per chi adora i test di psicologia elencati sui social network o ricercati su internet.
L’interpretazione del test avverrebbe dunque a tre livelli: grafico, formale e di contenuto.
Così, presupponendo che il disegno del fusto ad un solo tratto è tipico dei bambini dai 3 ai 7 anni, diventa automaticamente anormale la presenza di certi elementi in un’età maggiore; come si evince insicurezza in chi decide di spontanea volontà di disegnare nella zona inferiore del foglio, mentre un idealista preferisce la zona superiore.
Ogni aspetto assume un importante significato: “I rami sono rotti? Sono coordinati? Sono paralleli? Sono sul tronco o nella chioma? E la chioma? È ricciuta? È chiusa o aperta? Ci sono linee o incisioni? La base del tronco è aperta a sinistra o a destra? E le radici sono presenti? Sono più o meno spesse…?”
Sono tante domande per un semplice test da social network, a cui probabilmente serve molta attenzione e pratica nell’analisi da parte degli esperti. Quel che si consiglia dunque è un buon testo di psicologia e tanta voglia di imparare, cercando di non farsi prendere troppo dalla fantasia, a caccia dei segreti più nascosti della psiche.
Dopotutto siamo tutti d’accordo sul fatto che la mente sia una geniale e delicata faccenda da scoprire, e noi per quanto interessati, abbiamo sempre da approfondire per capirci qualcosa.

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